Subodh Gupta

A.M.: Parliamo di Subodh Gupta, uno fra gli artisti indiani contemporanei più noti nel mondo.
H.d.F.: Infatti, dopo essere uscito dal panorama indiano, ha iniziato a lavorare con la galleria Jack Sheinman di New York, ottenendo un grande successo. Nel 2005 al MCA di Chicago, ho visto Universal Experience: Art, Life and the Tourist’s Eye, curata da Francesco Bonami. Una bellissima mostra, in cui c’era una sua stanza colma di pentole lucidissime.

A Palazzo Barbò, sarà esposto il suo Dubai to Mumbai 2006-08, un carrello di ottone con un bagaglio in
alluminio, che fa parte di un gruppo di lavori esposti per la prima volta a Basilea nel 2006.
Anche questo lavoro ha a che fare con lo spostamento e le migrazioni del popolo indiano.
(Conversazione tra Angela Madesani ed Hélène de Franchis in Un racconto in sei stanze, 2016, Palazzo Barbò)
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  • Dubai to Mumbai, 2006

    fusione d'alluminio e ottone
    93 x 100 x 85 cm

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