Mostra in corso

Quello che non ho venduto
50 Anni. Una Storia
a cura di Marco Meneguzzo

7 dicembre 2019 > 15 febbraio 2020

 

Un vecchio adagio del mondo dell’arte recita che la ricchezza dei galleristi sta in ciò che non hanno venduto, piuttosto che in quello che hanno venduto, nel senso che il tempo – sempre galantuomo – rivaluta enormemente quelle opere che al momento della loro esposizione in galleria non sono state capite, perché troppo anticipatrici o difficili, e sono rimaste in magazzino (o quelle opere che il gallerista ha deciso di tenere per sé …). Quel che Hélène non ha venduto – o non ha voluto vendere – è una nuova mostra, attualissima, che è il sunto di cinquant’anni di scelte, e la sintesi di cinquant’anni di autoritratti. Il curatore descrive così la genesi della mostra, come una sorta di percorso lungo cinquant’anni, le cui tappe fondamentali sono costituite da lavori emblematici degli artisti che hanno contribuito alla definizione del personalissimo “stile” di Hélène de Franchis. Nel testo che accompagna la mostra, Meneguzzo individua a ragion veduta un comune denominatore sia per i pezzi esposti che, più in generale, per tutti i progetti artistici proposti da Studio la Città nell’arco di cinquant’anni: sobrietà ed eleganza.

E’ come se gli artisti della galleria, i più assidui, promettessero sempre qualcosa al di là di quanto espongono, un surplus di significato che può essere scoperto quando quella specie di naturale ritrosia viene aggirata dall’empatia dello spettatore.

Ripercorrendo le stagioni della galleria, questa mostra realizza al contempo l’autoritratto di una gallerista, ma anche un viaggio attraverso varie correnti dell’arte contemporanea italiana e internazionale, dagli anni ’50 ad oggi.  Dalle ceramiche di Lucio Fontana, passando poi per l’astrattismo monocromo e iridescente di David Simpson, attraverso i grandi nomi dell’Arte Povera con i neon di Pier Paolo Calzolari, le sculture di Ettore Spalletti, fino ai più recenti lavori degli americani Emil Lukas e Jacob Hashimoto. Leggi di più

CATTEDRALE OVEST

CATTEDRALE EST

VIDEO ROOM E SHOWROOM

DRAWING ROOM E INGRESSO

Quello che non ho venduto
50 Anni. Una Storia
a cura di Marco Meneguzzo

7 dicembre 2019 > 15 febbraio 2020

 

Un vecchio adagio del mondo dell’arte recita che la ricchezza dei galleristi sta in ciò che non hanno venduto, piuttosto che in quello che hanno venduto, nel senso che il tempo – sempre galantuomo – rivaluta enormemente quelle opere che al momento della loro esposizione in galleria non sono state capite, perché troppo anticipatrici o difficili, e sono rimaste in magazzino (o quelle opere che il gallerista ha deciso di tenere per sé …). Quel che Hélène non ha venduto – o non ha voluto vendere – è una nuova mostra, attualissima, che è il sunto di cinquant’anni di scelte, e la sintesi di cinquant’anni di autoritratti. Il curatore descrive così la genesi della mostra, come una sorta di percorso lungo cinquant’anni, le cui tappe fondamentali sono costituite da lavori emblematici degli artisti che hanno contribuito alla definizione del personalissimo “stile” di Hélène de Franchis. Nel testo che accompagna la mostra, Meneguzzo individua a ragion veduta un comune denominatore sia per i pezzi esposti che, più in generale, per tutti i progetti artistici proposti da Studio la Città nell’arco di cinquant’anni: sobrietà ed eleganza.

E’ come se gli artisti della galleria, i più assidui, promettessero sempre qualcosa al di là di quanto espongono, un surplus di significato che può essere scoperto quando quella specie di naturale ritrosia viene aggirata dall’empatia dello spettatore.

Ripercorrendo le stagioni della galleria, questa mostra realizza al contempo l’autoritratto di una gallerista, ma anche un viaggio attraverso varie correnti dell’arte contemporanea italiana e internazionale, dagli anni ’50 ad oggi.  Dalle ceramiche di Lucio Fontana, passando poi per l’astrattismo monocromo e iridescente di David Simpson, attraverso i grandi nomi dell’Arte Povera con i neon di Pier Paolo Calzolari, le sculture di Ettore Spalletti, fino ai più recenti lavori degli americani Emil Lukas e Jacob Hashimoto. Leggi di più

CATTEDRALE OVEST


  • Alighiero Boetti, Un filo di voce, un filo di luce, 1985

    Ricamo su tela
    23x23 cm


  • Hiroyuki Masuyama, J.M.W. Turner, Cockermouth Castle 1830-2008

    LED Lightbox
    180x256x6 cm


  • Luigi Carboni, Senza Titolo, 1990

    Tecnica mista su tela/tavola
    170x170x40 cm


  • Lawrence Carroll, Garden, 2003

    Tavola e tela dipinta
    46x33x9,5 cm


  • Concetto Pozzati, Senza Titolo

    tecnica mista su marmo
    50x50x3 cm


  • Alberto Garutti, Senza Titolo, 1992

    Pittura ad acqua su tavola forata, vetro
    210x130 cm


  • Pier Paolo Calzolari, Senza Titolo, 1971

    neon, lumini ad olio
    130x210x10 cm


  • Herbert Hamak H790N - H791N - H7892N, 2005

    resina e pigmenti su tela
    208x58,5x7cm cad.


  • Giorgio Vigna, Acque astrali, 2018

    Sassi in vetro di Murano
    molati a mano con inclusioni
    di bolle d’aria
    dimensioni variabili

CATTEDRALE EST


  • John McCracken, On High, 1998

    Resina colorata, fibra di vetro,
    compensato
    49,5x150,5x30 cm


  • Giulio Paolini, Quam raptim ad sublimia, 1969

    installazione
    420 x 65 cm


  • Vincenzo Castella, #12 Milano 2012

    C-print
    225x180 cm


  • Lynn Davis, Giza II. Dynasty IV, 1989

    Stampa ai sali d’argento
    114,5x114,5 cm


  • Jacob Hashimoto, The Dark Isn’t the Thing to Worry About, 2019

    Bamboo, Dacron, resina,
    acrilico e pigmenti
    dimensioni variabili


  • Louis Cane, Toile decoupéè, 1975

    Olio su tela di cotone
    240x270 cm


  • Michelangelo Pistoletto, Il Tavolo - Divisione Moltiplicazione, 2004

    Tavoli in legno e specchi
    120x90x70 cm cad.


  • Stuart Arends, Wax 43, 1991

    Olio, matita e cera su legno
    13x13x9 cm


  • David Simpson, Radical Shift: Orange/Blue, 1994

    Acrilico su tela
    183x183 cm


  • Igino Legnaghi,Tavolo, 1972

    Tavolo in alluminio
    73x240x90 cm

VIDEO ROOM E SHOWROOM


  • John Hoyland, 27.7.71, 1971

    Acrilico su tela
    203x183 cm


  • Lucio Fontana, Concetto spaziale, formella, 1962-64

    Ceramica colorata con taglio
    43x27,5x3,5 cm


  • Lucio Fontana, Drago, 1948

    Ceramica colorata e riflessata
    con argento
    32x105x29,5 cm


  • Giorgio Vigna, Lapidario, 2019

    Sassi magnetici su struttura in legno
    laccata nera con magneti
    91x76x9 cm


  • Gabriele Basilico, Napoli 2004, 2006

    Stampa ai sali d’argento
    118,58x153,5 cm


  • Ettore Spalletti, Piccolo Movimento 6, 2001

    Impasto di colore su centina di legno
    150x60x90 cm


  • Gianni Colombo, Spazio Curvo, 1992

    Metallo, animazione elettromeccanica
    diametro 150 cm


  • Andre Woodward, Just Out of a Reach, 2014

    Cemento, piante di Ficus
    dimensione variabile

DRAWING ROOM E INGRESSO


  • Nick Cave, Soundsuit, 2010

    Tecnica mista
    254x62x45 cm


  • Maurizio Mochetti, Palle, 1988

    Sfere di gomma con anima in piombo
    laser e alimentatore
    dimensioni ambientali


  • Bo Ljungblom, Senza titolo, 1981

    Stampa ai sali d’argento
    29,5x39 cad.


  • Emil Lukas #1549, Impact lens, 2017

    Alluminio
    130x265x76 cm


  • Arthur Duff, Empty Eye, 2019

    neon
    440x220x10 cm


  • Herbert Hamak, Untitled, 2013

    resina e pigmenti su base in ferro
    115x19x34 cm