Mostre in corso

La Musée 2

Sylvie Auvray | Joseph Beuys | Gianni Caravaggio
Anne Deguelle | Helen Frankenthaler
Muriel Gallardo Weinstein | Anna Galtarossa | Ghazel
Francesca Grilli | Sofie Muller | Lulù Nuti
Kiki Smith | Tracey Snelling | Ettore Spalletti
Jessica Stockholder | Hema Upadhyay

A cura di Azad Asifovich
In collaborazione con Galerie Italienne, Parigi

13.10.2020 – 21.11.2020

Studio la Città apre la nuova stagione espositiva con la mostra La Musée 2: una collettiva che riunisce sedici artisti internazionali, nello specifico 13 donne e 3 uomini. La mostra, nata da un’idea di Azad Asifovich è stata allestita nella sua prima edizione negli spazi di Galerie Italienne a Parigi e si propone di ribaltare una condizione che accomuna molte collezioni museali, composte per l’80% da artisti uomini e per il solo 20% da artiste donne. Qui la proporzione risulta volutamente invertita, nell’intento di scardinare l’attuale sistema dell’arte e della cultura in cui valori e modelli artistici tradizionali sono attribuiti agli uomini.

L’opportunità di dedicare un secondo appuntamento del tour espositivo nella mia galleria – racconta Hélène de Franchis – mi ha ovviamente appassionato, quindi ho scelto alcune artiste Anna Galtarossa, Tracey Snelling, Jessica Stockholder, Muriel Gallardo Weinstein, modificando parzialmente la composizione parigina e integrando la presenza maschile di Joseph Beuys con Gianni Caravaggio e Ettore Spalletti. Così è nata La Musée 2. L’idea è di affermare un’interpretazione al femminile dell’arte affiancata a quella di tre artisti il cui lavoro è in perfetta sintonia. Non ne faccio una questione di genere, semmai una questione di gusto: mi piacerebbe scombinare un sistema che ora guarda all’arte con troppa attenzione al mercato che, come disse Kounellis, “fa diventare l’artista quello che non è”.

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Jacob Hashimoto
1999|2005

13.10.2020 – 21.11.2020

Il lavoro di Jacob Hashimoto si vede regolarmente in Italia dal 1999, grazie all’intuito di Hélène de Franchis.
Questa mostra ci invita a tornare alle origini del lavoro di Jacob Hashimoto, agli elementi di base del suo lavoro, sia da un punto di vista puramente cronologico che in un senso ideale più ampio. Se nei lavori più recenti, nelle grandi installazioni, il soggetto sembra quasi diventare lo spazio, con i vuoti i pieni, qui la questione principale è quella del “modulo”, cioè di quell’elemento minimo – tondo, ellittico o quadrato – che, costruito come un piccolo aquilone, costituisce la più piccola particella di ogni sua opera, una molecola, quella “monade” che, scontrandosi con altri elementi simili, determina la forma delle cose. In queste opere non installative la sovrapposizione, la distanza e lo spessore degli elementi conferiscono la profondità a qualcosa che per sua natura è bidimensionale, per capire come il modulo sia l’elemento che “rende visibile” il vero soggetto: lo spazio che così diventa percepibile, che così viene creato.

M. Meneguzzo





Mostre 2019 -2020

  • Vetro

    19 maggio 2020 - 5 settembre 2020
  • Massimiliano Gatti ALEPH

    19 maggio 2020 - 5 settembre 2020
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    fino al 15 febbraio 2020
  • Antonio Marchetti Lamera - Tempo subìto, tempo anticipato

    10 ottobre - 16 novembre 2019
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