Giorgia Severi

La ricerca di Giorgia Severi indaga sul rapporto tra uomo e paesaggio prestando attenzione alle connessioni culturali, nonché alle questioni ambientali e scientifiche relazionate ad un luogo. L’azione antropica nel paesaggio e la storia della Terra con i suoi cambiamenti sono i focus dell’artista nel lavoro di archiviazione del paesaggio riconsegnato in frammenti, per ricordare il pianeta per come è ora, poiché in un momento di veloce cambiamento dato soprattutto

dall’azione dell’uomo, lavorando con differenti media: dalla scultura, pittura, performance al video. Negli ultimi anni mostre, residenze e progetti site specific, tra cui Country alla 56.Biennale di Venezia, l’hanno vista operare su network internazionali come Italia, Parigi, India e Australia e ha partecipato a numerose collettive, tra le più recenti Back to the Land curata da Andrea Lerda a Studio la Città.
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Opere disponibili

Installazioni

Video

Opere disponibili


  • Mulga Tree#3, 2019

    Pastelli, colori a cera e grafite su carta,
    40 x 30 cm


  • Cedrus Libani, 2021

    Ceramica, e oro vero - dittico,
    60 x 20 x 14 cm

Installazioni


  • Back to the land, 2016

    installation view
    Studio la Città, Verona


  • Back to the land, 2016

    installation view
    Studio la Città, Verona

    News

  • Giorgia Severi è tra i venti artisti italiani e internazionali presenti nella mostra Tree Time, che sarà aperta dal 30 ottobre 2020 al 30 maggio 2021 presso il MUSE di Trento. Guarda il trailer della mostra.


  • Giorgia Severi partecipa con l’opera Once there was the Ocean – Mt. Zeil, West MacDonnell Range alla mostra Selvatico [14].
    26 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020 | Museo Civico Luigi Varoli, Cotignola


  • Giorgia Severi è una dei protagonisti della mostra Tree Time, curata da Daniela Berta e Andrea Lerda, che inaugurerà al Museo Nazionale della Montagna 29 ottobre 2019.
    30 ottobre 2019 – 23 febbraio 2020 | Museo Nazionale della Montagna, Torino


  • Giorgia Severi con Land Rights News partecipa al Premio Francesco Fabbri 2019.