LUIGI VERONESI, serigrafia

Luigi Veronesi (Milano, 28 maggio 1908 – Milano, 25 febbraio 1998) è stato un pittore, fotografo, regista e scenografo italiano.

Partecipa alla prima mostra collettiva di arte astratta d’Italia, il 4 marzo 1934, nello studio dei pittori pittori Felice Casorati e Enrico Paolucci in Torino, con gli artisti Lucio Fontana, Virginio Ghiringhelli, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Mauro Reggiani e Atanasio Soldati, e con essi firma il “Manifesto della Prima Mostra Collettiva di Arte Astratta Italiana”. Nel 1936 partecipa alla Triennale di Milano e ad una mostra di arte astratta in Como con Lucio Fontana, Virginio Ghiringhelli, Osvaldo Licini, Alberto Magnelli, Fausto Melotti, Enrico Prampolini, Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho.
Nel 1932, a Milano,  la galleria Il Milione ospita le sue prime creazioni, di tipo figurativo: in seguito, inizia la sua personale ricerca nell’ambito dell’astrattismo; a Parigi stringe rapporti con F.Léger e si interessa al costruttivismo russo e olandese abbandonando l’impianto figurativo degli esordi e affrontando la ricerca nell’ambito dell’astrazione di tendenza geometrica. Nel 1934 aderisce al gruppo parigino Abstraction-Création, conosce le esperienze del costruttivismo svizzero ed aderisce al metodo del Bauhaus: determinante sarà la “lezione” di Wassily Kandinsky. Partecipa alla mostra Arte Astratta Arte Concreta nel Palazzo Reale di Milano. Molto attivo prima in teatro e poi al cinema, con un totale di 6 film sperimentali e astratti realizzati, di cui 4 completamente perduti, mentre degli altri rimangono solo brevi spezzoni non proiettabili (i primi risalenti agli anni Quaranta). Nel 1949 aderisce al MAC – Movimento per l’Arte Concreta -, fondato a Milano nel 1948 da Atanasio Soldati, Gillo Dorfles, Bruno Munari, Gianni Monet, e vi partecipa alle mostre. Continua a interessarsi alla musica, creando una polidimensionalità dell’arte intesa come un progetto globale, approfondendo la sua ricerca sui rapporti matematici delle note musicali, traducendoli nei rapporti tonali del colore. Crea così numerose trasposizioni cromatiche di partiture musicali. Alla fine degli anni Novanta, queste sue ricerche sono state sviluppate dal musicista Sergio Maltagliati. Per le sue ricerche scientifiche su colore, percezione cromatica e musica negli anni settanta ( 1973-77) è chiamato alla Cattedra di Cromatologia e Composizione dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
Partecipa attivamente alla maggior parte delle mostre di quegli anni, quale la mostra dell’astrattismo italiano alla XXXIII Biennale di Venezia, il Festival di Musica Contemporanea, una personale alla Galleria Spatia di Bolzano nel 1980 e un’altra a Pordenone nel 1984. Nel 1983 riceve il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei per la pittura.

Bozzetti per costumi teatrali
Salomè, 1935/83
serigrafia, 50×35 cm
passepartout e cornice in legno sbiancato 65×52 cm
edizione 20/70

 250,00 ( + IVA 22 % )

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