In mostra sono stati esposti numerosi lavori recenti provenienti principalmente da tre serie su cui l’artista americano sta lavorando da alcuni anni: LDV, tecniche miste su carta, Sisters, lavori realizzati in cera su legno ed esposti alle pareti, e The Long Winfred, una lunga opera composta da vari elementi di cera collocati su strutture di legno. Il titolo della mostra individua uno degli elementi caratterizzanti del lavoro di Arends che utilizza la cera sia nei lavori tridimensionali che in quelli bidimensionali. Tale materiale, infatti, permette una duttilità e una corporeità che negli anni è diventato uno dei suoi elementi distintivi.

In questa mostra l’artista americano, alla terza personale in galleria, ha esposto lavori realizzati con soluzioni tecniche diverse tra loro, ma che rispondono a una precisa e organica scelta estetica legata all’astrazione e all’indagine sui confini tra pittura e scultura. Tutte le opere di Stuart Arends presentano, infatti, la necessità di riflettere in profondità sullo statuto stesso dell’arte e su quale possa essere il suo ruolo. Nonostante questa visione analitica, che non perde mai di vista l’autonomia e la non referenzialità della pittura (scelte che sintetizzano il suo intero percorso artistico), i lavori di Stuart Arends acquistano vitalità dalla contaminazione con le notazioni personali, le narrazioni, i gusti di chi li realizza. Ricordi e immagini sono, dunque,  evocati senza concessioni all’illustrazione. La serie di opere Winfred, per esempio, allude a un piccolo villaggio del South Dakota in cui la madre dell’artista ha trascorso la sua infanzia.

La mostra è stata accompagnata da un testo di Roberto Pinto.